Amo l'arte, la musica, il cinema e viaggiare.. penso siano tutte cose che ti riempiono l'anima e non posso farne a meno.
lunedì 7 maggio 2018
domenica 6 maggio 2018
La zattera della Medusa è un dipinto di Théodore Géricault, si trova al Museo del Louvre di Parigi. Come suo suo primo grande lavoro, l'artista scelse una tragedia, il dipinto rappresenta il momento successivo agli avvenimenti del naufragio della fregata francese Méduse.Per arrivare a quello che è oggi questo capolavoro il pittore si assoggetto ad un intenso periodo di studio sul corpo umano e sulla luce, creando molti disegni preparatori, ed intervistando anche qualche superstite, fa costruire un modellino della nave e lui stesso si imbarca e parte per il Senegal. Durante il viaggio può vedere da vicino la forza
delle onde che hanno circondato il naufragio ed il luogo dell’incidente. Per dipingere alla perfezione i cadaveri di coloro che sono morti, si reca all’obitorio dove studia i muscoli ed i particolari anatomici di tutti i cadaveri, e sviluppa un talento ed un’attenzione senza pari. Nel dipinto vediamo tantissimi soggetti, nessuno di questi è uno dei protagonisti reali, siccome pochissimi sopravvissero. l'uomo in primo piano con il volto rivolto verso il basso è Eugène Delacroix pittore famoso non che autore della libertà che guida il popolo. Mentre il giovane cadavere che sta per scivolare in mare, nella parte bassa della scena, è l’assistente del pittore Louis-Alexis Jamar. Per quanto riguarda il suo assistente, il pittore ha riutilizzato più di una volta i lineamenti fisici per altri naufraghi.La tela è veramente gigantesca, grazie a questo il pittore può rendere le figure nelle dimensioni reali. I personaggi in primo piano hanno dimensioni più grandi rispetto alle altre presenti nella composizione; questo
accentua la spinta verso l’esterno e verso di noi, coinvolgendo
direttamente lo spettatore nella scena.
venerdì 4 maggio 2018
Nuova immagine di Sense8
Questa immagine è stupenda, sono così curiosa di vedere questo episodio di Sense8 anche se sapere che sarà tutto finito dopo, un pò mi mette tristezza, è stata una delle serie più belle che ho visto. Una serie con tematiche attuali e messaggi veramente importanti per i problemi che ci sono al mondo. Mi mancherà veramente tanto.
La lezione di danza (La Classe de danse) - di Degas
La lezione di danza (La Classe de danse) è un dipinto del pittore francese Edgar Degas e conservato al Musée d'Orsay di Parigi. Degas aveva una passione per il mondo parigino ed i suoi protagonisti. La classe di danza è uno dei suoi esperimenti migliori. Il tema delle ballerine lo porterà avanti per tutta la sua vita. Degas amava il corpo umano ed i suoi movimenti. Amava come questo cambiava se era sottoposto ad uno sforzo, o ad un duro allenamento. Quale soggetto come le ballerine non poteva essere perfetto per il suo lavoro. Lui era molto preciso e studiava le sue opere nei minimi dettagli. La lezione di danza, ha atteso ben tre anni alla sua realizzazione, dal 1873 al 1875.Guardando l'opera possiamo vedere che ci troviamo all'interno di una scuola di danza. Le danzatrici sono le protagoniste indiscusse della composizione, al centro vediamo la figura di un uomo anziano,è il famoso coreografo francese Jules Perrot, al tempo una vera e propria leggenda. Viene ritratto mentre guarda una ballerina immersa nei suoi esercizi. Ogni ballerina è dipinta in modo realistico, da quella che sta svolgendo il suo esercizio, a la ballerina di spalle in primo piano con un fiocco rosso che si sta rinfrescando con un ventaglio. Poi il piccolo cagnolino vicino alle sue gambe con il pelo scuro abbastanza difficile da distinguere dal grande
pavimento in legno. Tutte le ballerine sono stanche e cercano di riposarsi senza farsi richiamare dal vecchio maestro. C’è quella che si aggiusta i capelli, chi il costume, chi l’orecchino, chi il nastro e poi c’è chi ride e chiacchiera.
giovedì 3 maggio 2018
Aforismi oscar Wilde
"Lo spreco della vita si trova nell’amore che non si è saputo dare... nel potere che non si è saputo utilizzare, nell'egoistica prudenza che ci ha impedito di rischiare e che, evitandoci un dispiacere, ci ha fatto mancare la felicità.”
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